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L’aggiunta di Warfarin all’antiaggregante non produce miglioramenti tra i pazienti con malattia arteriosa periferica

Lunedì 23 Ottobre 2006 - Lo studio WAVE ( Warfarin Antiplatelet Vascular Evaluation ) ha valutato il trattamento con l’associazione Warfarin ed antiaggregante piastrinico rispetto alla sola terapia con antiaggregante tra i pazienti con malattia arteriosa periferica.

Dopo un periodo di run-in di 2-4 settimane in cui tutti i pazienti sono stati trattati con Warfarin e terapia antiaggregante piastrinica, i pazienti sono stati assegnati in modo casuale a Warfarin e terapia antiaggregante ( n = 1080 ) oppure alla sola terapia antiaggregante ( n = 1081 ).
Nei pazienti che hanno ricevuto Warfarin, l’INR era compreso tra 2,4 e 3.

I farmaci antiaggreganti piastrinici utilizzati sono stati: Aspirina ( Acido AcetilSalicilico ) ( 81-325mg ), Ticlopidina ( Tiklid ) o Plavix ( Clopidogrel ).
La duplice terapia antiaggregante non era permessa ad eccezione dei pazienti con sindrome coronarica acuta o impianto di stent coronarico.

La terapia con Warfarin è stata interrotta nel 29.5% dei pazienti ( n = 319 ) contro solamente 21 pazienti nel gruppo antiaggregante piastrinico.

Non è stata osservata alcuna differenza tra i gruppi di trattamento nell’end point primario di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus ( 12.2% nel gruppo Warfarin versus 13.3% nel gruppo solo antiaggregante; p = 0.49 ), o nell’end point co-primario che comprendeva anche l’ischemia acuta coronarica o degli arti richiedente intervento d’emergenza ( 15.9% versus 17.4%; p = 0.38 ).

Non c’era differenza neppure tra i singoli componenti dell’end point composito: morte cardiovascolare ( 6.1% versus 6%; p = 0.84 ), infarto miocardico ( 5% versus 6.1%; p = 0.28 ), ictus ( 3.5% per entrambi i gruppi; p = 0.96 ) e grave ischemia richiedente intervento ( 5.7% versus 5.5%; p = 0.76 ) per il gruppo Warfarin versus solo terapia antiaggregante, rispettivamente.

L’incidenza di sanguinamento minacciante la vita è risultata più alta nel gruppo Warfarin ( 4% versus 1.2%; rischio relativo, RR = 3.41; p < 0.001 ) così come il sanguinamento moderato ( 2.9% versus 1%; P = 0.0018 ).

Lo studio ha dimostrato che tra i pazienti con malattia arteriosa periferica, il trattamento con Warfarin in aggiunta alla terapia antiaggregante non ha prodotto nessun miglioramento dell’outcome morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus ed ischemia richiedente intervento urgente, rispetto alla sola terapia antiaggregante. ( Xagena )

Fonte: World Congress of Cardiology


Link: Angiologia.net

Link: MedicinaNews.it

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