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Infezione da virus HIV: gli inibitori della proteasi associati a rischio di infarto miocardico

Venerdì 25 Maggio 2007 - I ricercatori del DAD study avevano in precedenza dimostrato un’associazione tra la terapia antiretrovirale ed il rischio di infarto miocardico.
Non è chiaro se questa associazione differisca in base alla classe dei farmaci antiretrovirali.

E’ stato condotto uno studio per esaminare l’associazione tra l’esposizione cumulativa agli inibitori della proteasi e agli inibitori della trascrittasi inversa non nucleosidici ( NNRTI ) ed il rischio di infarto miocardico.

Sono stati analizzati i dati raccolti fino a febbraio 2005 dallo studio osservazionale DAD ( Data Collection on Adverse Event of anti-HIV Drugs ) riguardanti 23.437 pazienti, con infezione da virus dell’immunodeficienza umana ( HIV ).

Durante il periodo osservazionale, 345 pazienti hanno sofferto di un infarto miocardico.

L’incidenza di infarto miocardico è aumentato da 1.53 per 1000 persone-anno nei pazienti non esposti agli inibitori della proteasi a 6,1 per 1000 persone-anno nei pazienti esposti agli inibitori della proteasi per più di 6 anni.

Dopo aggiunstamento per l’esposizione all’altra classe di farmaci e ai fattori di rischio cardiovascolare ( escludendo i livelli dei lipidi ), la percentale relativa di infarto miocardico per anno di esposizione all’inibitore della proteasi è stato di 1,16, mentre la percentuale relativa per anno di esposizione agli inibitori NNRTI è stata di 1,05.

L’aggiustamento per i livelli dei lipidi ha ulteriormente ridotto l’effetto di esposizione per ciascuna classe di farmaci a 1.10 e a 1.0, rispettivamente.

I dati dello studio hanno mostrato che un’aumentata esposizione agli inibitori della proteasi è associata ad un aumento del rischio di infarto miocardico, che è parzialmente dovuta alla dislipidemia.
Non è stata trovata nessuna evidenza di un’associazione tra rischio di infarto miocardico e gli inibitori NNRTI. Tuttavia, il numero di persone esposte a questa classe di farmaci era inferiore rispetto alle persone trattate con inibitori della proteasi. ( Xagena )

Fonte: N Engl J Med 2007

Link: Virologia.net

Link: MedicinaNews.it



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